Luciano – La mia storia con la Scrittura creativa

Ogni volta che propongo un corso, sento che uno spettro si aggira per l’Europa e nella mente di più d’uno: chi è questo che vuole insegnarmi cosa? 

Mettiti comoda, mettiti comodo, che te lo racconto dall’inizio.

Nel 1994, dopo essermi dimesso da caporedattore di una rivista di eventi e tempo libero, lancio il mio primo corso di Scrittura creativa, sul modello di quelli attivi negli States fin dagli anni ’30.

L’ho fatto per più di un motivo e di un elemento: la passione per la parola scritta, una formazione filosofico-letteraria, letture varie fin da piccolo, una mia spontanea attenzione alla struttura delle frasi e alle parole scelte, la stabile frequentazione delle pagine culturali dei quotidiani e di riviste letterarie (Linea d’ombra, soprattutto), il gioioso stupore di fronte ad autori con stili particolari, la collaborazione dal 1989 con l’editore Feltrinelli come lettore di inediti, la scrittura come ghost writer (fra 1989 e 1993) di quattro libri di argomento vario (dalle forme odierne di galateo agli avvistamenti di Ufo) e di un romanzo d’amore crepuscolare, l’egocentrico piacere di parlare a un pubblico, lavori di editing e correzione di bozze, la presenza di due gatti nel mio alloggio (vecchia casa di ringhiera in Paolo Sarpi, quartiere cinese, che faceva molto bohème).

Oltre naturalmente a porre l’attenzione del discepolato su lessico, grammatica e bello scrivere, la mia idea era di liberare chi scrive dall’eccesso di autocensura. Se non il primo, sono stato fra i primi a Milano a diffondere il morbo.

Metto a punto una lista di tematiche, distribuendola su dieci incontri.

Per il posto mi accordo con un’amabile associazione in una traversa di viale Monza, la Corte dei Pari (1994-98). Segnalo l’iniziativa sulle pagine locali del Corriere e del Manifesto. E, una sera di ottobre, ho davanti venticinque persone ad attendere il verbo da me.

E – lo svelo solo ora, dopo trent’anni – nonostante il mio Ego smisurato, provvidi con tre Martini dry una mezz’ora prima a rendere più fluida la mia lezione. Accadde solo quella primissima volta.

Tra le intuizioni prime c’è quella che non si può insegnare una formula valida per tutti, perché le strategie di immaginazione di ognuno sono diverse. L’idea è quella di un grande cesto di frutta, dove ognuno trova ciò che sente in armonia con sé.

Ma già l’anno dopo arrivo a qualcosa di più radicale: la Scrittura creativa non si può insegnare, ma si possono solo offrire spunti e strumenti affinché il mondo interiore e le trame di chi condivide l’avventura giungano a essere scritti.

O, da un altro punto di vista: chi vuole scrivere narrativa ha già in sé una sensibilità particolare, un mondo di suggestioni, talvolta un vissuto tormentato e intenso caos, il più delle volte un buon patrimonio di letture… spesso è sufficiente per dare il la, mostrare loro che ci possono credere e avere fiducia nelle parole, nelle atmosfere, nei personaggi che creano. Maieutica da parte mia; nuova stima nei propri mezzi, rincorsa delle proprie intuizioni da parte loro.

Partendo dal bello stile e dalla libertà di espressione, parlo di costruzione della trama, differenti strutture delle storie, le tecniche d’inizio e di generazione di idee, come apprendere dai mondi della Sceneggiatura e della Drammaturgia, lo scrivere di sesso, le figure retoriche, la dinamica intima del personaggio e gli archetipi legati a esso, come fare editing di se stessi, riconoscere il lato oscuro e il fuggevole universo dei sentimenti, lo scacco esistenziale, ironia e comicità… come fare tesoro di grandi autori e grandi autrici (da Paasilinna a Tokarczuk, da Levi e Calvino a Knausgård, Nothomb, Murakami, Giménez-Bartlett), da specifici generi letterari (giallo e noir, fiaba, fantasy, saga famigliare, autobiografia) e addirittura dal tenente Colombo. Fino a cosa fare per pubblicare.

Dopo qualche anno con la Corte dei Pari, progetto e conduco corsi con Navigli Off (erano comprese anche serate con poeti… tra i quali Alda Merini e Franco Loi); la Fondazione Castello di Montiglio (AT); gli Amici di Josephine a Marghera; l’associazione Pappafico di Milano; il Comune di Venezia; la Biblioteca comunale di Segrate (MI) con ragazzi e ragazze delle medie; la casa cinematografica OfficinaFilm; la società di produzione video Akran di Morbio (Svizzera).

Ho tenuto anche seminari nella mia leziosa casa di ringhiera, su un tavolone di legno grezzo Ikea e con il grosso soriano Gattaccio steso lungo lì in mezzo a notes e quaderni.

Il 2012 è importante, perché ho iniziato a fare didattica con l’associazione Crusm-Università degli Studi (poi diventata Arcus). Ciò ha significato avere come alunni moltissimi studenti universitari, personale amministrativo e anche qualche docente dell’ateneo… di Matematica, Genetica, Medicina, Criminologia, Informatica, Lettere, Storia, Ingegneria, Architettura.

In questo ambito illustre, il mio corso di Scrittura creativa si è diversificato in corso Base (sui singoli elementi della narrazione) e un corso Avanzato, dove approfondire i temi e seguire il più possibile individualmente le persone in un proprio progetto letterario. 

Nel 2018, insieme a Roberta Folatti, amica giornalista ed esperta di arte e progetti culturali sul territorio, parte l’avventura del Laboratorio di Narrazione. Il gruppo si ritrova allo Scaldasole, centro di aggregazione di quartiere del Comune di Milano, ed è composto di quasi tutte donne dal solido vissuto negli anni, da grande curiosità per il mondo e il quotidiano, dal piacere del racconto e della condivisione. Il corso-percorso di scrittura si basa molto sulla memoria, toccando momenti sia personali che collettivi… restare ad abitare in una casa diroccata per i bombardamenti del 1943, costruire la propria vita in decenni belli ma anche complicati, lavoro e affetti, gioco, viaggi, oggi il web. Un gruppo vivacissimo esistente tuttora, scritture toccanti come ironiche.    

L’anno dopo prende vita un’altra collaborazione, anch’essa di piacere e di spessore, con l’amica scrittrice Elena Mearini… e arriviamo anche a questa rivista on line. Creiamo corsi brevi su temi specifici: scrittura autobiografica, scrivere di erotismo, sviluppare trame gialle e noir.

Tutto ciò allarga i suoi orizzonti, nel 2021, con il progetto dell’Accademia della Mela, nato per affrontare tematiche sottili dello scrivere (per esempio: il tempo del discorso, indugio e accelerazione; descrivere il suono attorno, i suoni, la musica, le persone, gli stridii, l’illusione del suono, l’immaginazione del suono, il flusso interiore come suono di fondo; credibilità e relazione tra mondo finzionale e mondo reale; l’uso delle immagini quando si parla di sentimenti).

L’Accademia della Mela ha soprattutto uno scopo ambizioso: assistere chi sta mettendo le basi e sviluppando un proprio romanzo, capitolo dopo capitolo, mese dopo mese. Più d’una, più d’uno ha completato con noi il suo progetto di scrittura.

Nel 2020 il virus ci obbliga a passare on line. All’inizio la cosa sconcerta… Faccio fatica a interpretare sui volti  segnali di noia o stanchezza. Alcuni si tengono la mascherina pur essendo a casa propria, altri mi chiedono se possono fumare. Cani e gatti si prendono spesso il primo piano. Da dietro la mamma urla che la cena è pronta. La chitarra atroce del vicino entra in diretta.  

Poi, anche l’on line entra nella quotidianità. Ed è anche bello fare scrittura con persone davvero a distanza: Zurigo, Lecce, Cagliari, Clermont-Ferrand, Parigi, Trieste, Erfurt, Torino… São Luís do Maranhão. En passant… all’Accademia della Mela che – come per magia – vive sia in presenza che a distanza.

Posso dire che trent’anni dei miei corsi mi hanno fatto studiare e imparare di continuo, perché la letteratura si evolve sempre, grandi scrittrici e grandi scrittori propongono sempre libri nuovi, temi antichi e universali, linguaggi inediti e da capire. Ho conosciuto centinaia di persone simpatiche e dall’intelligenza viva, unite dal comune banchetto dell’immaginazione e dal divertimento di viaggiare insieme.

Quindi ho ancora la gran voglia di dirti: gentile amica, simpatico amico… tu che hai un romanzo piantato fra l’aorta e l’intenzione… ti va di scrivere insieme, adesso che ci si conosce?

Che roba, che roba…!